Il karité… che cos’è?

Le sue proprietà

Il burro di karité è una materia grassa 100% vegetale, ricca di vitamine A, D, E e F. E’ un prodotto naturale, senza conservanti nè paraben nè silicone. Contiene acido linoleico e latice che gli conferiscono numerose proprietà:

Albero del karité

  • cicatrizza e disinfetta,
  • nutre i tessuti connettivi,
  • nutre i capelli secchi e fragili,
  • efficace contro l’indolinzimento muscolare e i reumatismi,
  • stimola le cellule in condizione di autoprotezione,
  • lotta contro le affezioni degenerative della pelle dovute all’età e al sole,
  • lotta contro le smagliature,
  • protegge la pelle contro le intemperie e il sole.

Azione delle vitamine

La vitamina A ammorbidisce la pelle e la rende più elastica; rigenera gli epidermidi lesi e secchi. Stimola la sintesi del collageno e quindi agisce contro la formazione delle rughe dovute agli UV.

La vitamina E aiuta a rallentare l’invecchiamento cutaneo, diminuisce la profondità delle rughe, favorisce l’idratazione della pelle. Migliora la micro circolazione cutanea, e possiede effetti antinfiammatori.

La vitamina F contribuisce anch’essa all’idratazione della pelle e la protegge dalle aggressioni esterne.

Come si usa ?

Il burro di karité è assolutamente naturale. Non contiene nè addittivi nè profumi e quindi è adatto a tutti, sia agli adulti, sia ai bambini. Si utilizza come crema nutriente per il viso, il corpo e i capelli. Conviene a tutti i tipi di pelle, comprese le più sensibili. Come materia prima, viene integrato in piccole quantità nella composizione di numerosi prodotti cosmetici. Usarlo allo stato puro è una garanzia di una maggiore efficacia delle sue proprietà idratanti e protettrici.
Il sapone, prodotto direttamente a partire dal burro di karité puro, è profumato con citronella. Lo si usa per lavarsi ma è anche un’ottima schiuma da barba per chi si rade col rasoio meccanico.

Prodotto alimentare

Il burro di karité viene utilizzato come materia grassa vegetale nella preparazione di numerose pietanze africane.
Abbiamo poche o incomplete informazioni sul costo e sul consumo di prodotti del karité in ambiente rurale, ma sembra che l’88% delle famiglie consumi esclusivamente burro di karité come materia grassa mentre solo il 25% delle famiglie che vivono in città lo usano regolarmente. Il consumo rurale dovrebbe corrispondere dal 90 al 93% della produzione di burro del paese.
In Occidente, viene utilizzato dalle industrie agroalimentari nella fabbricazione del cioccolato, delle margarine vegetali, di alcuni prodotti di confetteria e di pasticceria.

Cosmetica

Capelli e cuoio capelluto

Il burro di karité nutre, ammorbidisce, protegge e rivitalizza in profondità i capelli sfibrati, indeboliti, fragili e secchi. Favorisce la circolazione capillare. Usato come maschera, viene applicato prima dello shampoo. Mentre usato dopo lo shampoo in piccole quantità idrata le punte dei capelli lunghi o di media lunghezza.

Cure del viso e del corpo

Eccellente antirughe naturale, il burro di karité è adatto a tutti i tipi di pelle, comprese le più sensibili.
Idrata la pelle e offre una buona protezione contro le aggressioni del vento, del freddo e del sole. Riduce gli effetti dell’invecchiamento, calma gli epidermidi irritati o lesi (eczema, punture d’insetti, scottature e piaghe superficiali), idrata le narici in caso di raffreddore.
Il burro di karité viene usato anche sulle labbra, e come balsamo dopo la rasatura quotidiana per gli uomini. Il sapone di karité è anche un’efficace crema da barba per chi usa il rasoio meccanico.

Cure quotidiane del neonato

La tradizione africana valorizza il burro di karité: è il legame privilegiato tra la madre e il suo piccolo, tramite unzioni e massaggi quotidiani. E’ una straordinaria prevenzione contro le irritazioni frequenti.

Rilassamento e massaggi

Utilizzato per il massaggio del corpo, il burro di karité regala una sensazione di benessere. Il suo uso secolare in Africa lo ha promosso a prodotto di base indispensabile per gli sportivi. Prima dello sforzo, contribuisce riscaldare i muscoli; dopo lo sforzo, permette un recupero più rapido migliorando il drenaggio e l’eliminazione delle tossine del muscolo affaticato.

Da dove viene?

Il karité, Butyrospermum parkii o Vittelaria paradoxa in latino, è un albero selvatico originario delle savane boscose dell’Africa occidentale. Cresce allo stato naturale e lo si può trovare associato alle coltivazioni locali nei campi di arachidi, igname e niébé.

Lo si trova in Benin, Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centroafricana, Repubblica del Congo e Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio, Etiopia, Ghana, Guinea, Mali, Niger, Nigeria, Uganda, Senegal, Sudan, Ciad, Togo e Zaire.

L’albero del karité può raggiungere dai 10 ai 15 metri di altezza e vivere più di 200 anni. Viene sfruttato per i suoi frutti che cominciano a crescere dopo 15 anni di vita. Le popolazioni locali utilizzano tradizionalmente anche le foglie, la scorza e le radici dell’albero.
Il frutto, chiamato “noce di karité”, è una baca ovoidale color verde; la sua polpa zuccherata è commestibile. La noce di karité rinchiude un seme chiuso a sua volta in un guscio, “la mandorla del karité”.

E’ colla mandorla che le donne producono il burro di karité utilizzato per le sue proprietà cosmetiche e culinarie.
La produzione media di un albero va dai 15 ai 20 kg di frutta fresca l’anno. Se ne ricavano dai 3 ai 4 kg di mandorle necessarie per produrre 1 kg di burro di karité.
Il burro di karité, fabbricato secondo i “savoir-faire” tradizionali delle donne, viene anche trasformato in sapone di karité. L’uno e l’altro vengono usati quotidianamente, venduti tali quali o condizionati per i mercati locali e per l’estero. Il karité è dunque una risorsa naturale preziosa, che assume un ruolo socio-economico importantissimo per le popolazioni rurali del paese.

Le noci e il burro di karité sono il terzo prodotto esportato del Burkina Faso, dopo il cotone e il bestiame. Le esportazioni di mandorle di karité ammontavano a 50000 tonnellate nel 2002. Purtroppo, il volume di mandorle esportate supera quello del burro esportato. La trasformazione delle mandorle in burro tende a essere realizzata fuori dal paese, il che limita il valore aggiunto recato dal lavoro di trasformazione delle noci e delle mandorle a livello locale.
I tre principali paesi concorrenti del Burkina Faso per l’esportazione del karité sono il Ghana, il Benin e il Togo. All’esportazione, il settore del cioccolato è il primo mercato del karité (90%), seguito dai settori cosmetici e farmaceutici.

Il ciclo di produzione

Il burro di karité e il sapone di karité sono prodotti secondo i “savoir-faire” tradizionali delle donne. Il lavoro è lungo e difficile, si svolge in comunità. Mediamente, occorrono da 20 a 25 ore di lavoro per produrre un kilo di burro di karité. Partecipano 5 donne, con 4-5 ore di lavoro a testa. La produzione comprende diverse fasi:

  • la raccolta: noci e mandorle vengono raccolte nei campi e nella savana.
  • la cernita e il lavaggio manuale delle noci: soltanto le mandorle sane e provenienti da frutti maturi vengono selezionate e lavate.
  • l’essicazione al sole: lo scopo di questa fase è di ridurre il loro tenore in acqua.
  • la frantumazione: consiste nel frammentare la mandorla.
  • la torrefazione: i frammenti di mandorla ottenuti vengono scaldati in un pentolone o una tostatrice. Questo permette di rompere le cellule oleifere.
  • la pestatura: le mandorle tostate vengono schiacciate col pestello.
  • la macinatura al mulino: le mandorle sono macinate fino a essere ridotte in una pasta spessa di colore scuro. Quando le donne sono sproviste di mulino, questa operazione viene fatta a mano.
  • la zangolatura: la pasta macinata viene versata in un recipiente, poi impastata a lungo e sbattuta a mano.
  • il lavaggio: aggiungendo acqua si crea un’emulsione; la materia grassa galleggia e viene raccolta a mano; l’operazione viene ripetuta più volte.
  • la cottura: la materia grassa lavata viene cotta; una schiuma appare in superficie.
  • la decantazione: si lascia riposare la materia grassa; si raffredda; le impurità venute a galla possono a questo punto essere tolte.
  • l’eliminazione definitiva delle impurità: il rimanente è trattenuto con un pezzo di legno e/o un tessuto durante il travaso del burro fuso.

Il burro fuso si solidifica in burro di karité, poi viene confezionato in sacchetti ermetici da 150 g, vasetti da 100 g o, in caso di ordini importanti, in fusti da 200 L.
Si ottiene il sapone di karité tramite reazione di saponificazione con la soda, non contiene nessun altro componente aggiuntivo. E’ profumato con olio essenziale alla citronella.